Tante gustose idee per ricette originali e tradizionali e tanti consigli dai migliori blog di cucina
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venerdì 27 aprile 2012
Vitello tonnato
Con i primi caldi (anche se il tempo non è in realtà così clemente, in questo momento) arriva anche la voglia di piatti freschi adatti per l'estate, e il vitello tonnato è destinato ad essere uno dei principi delle vostre tavole per i prossimi mesi.
La carne di vitello è adattissima per preparare un gustosissimo arrosto di vitello, un piatto più adatto però ai mesi invernali. Vediamo come preparare un buonissimo e freschissimo vitello tonnato con una buonissima salsa tonnata.
Leghiamo 800 grammi di vitello con uno spago e lessiamolo in acqua calda salata con una carota, una cipolla, un sedano, un cucchiaio di aceto e uno d’olio. Cuociamo quindi a fuoco lento in una pentola coperta per circa 2 ore.
Raffreddiamo la carne nel suo brodo, quindi passiamo al tritatutto 200 grammi di tonno con due filetti di acciuga, due cucchiai di capperi e due tuorli d'uovo per preparare la salsa, che diluiamo poi con un po' di olio, un po' del brodo di cottura e il succo di un limone.
Sleghiamo quindi la carne, affettiamola e ricopriamola con la salsa tonnata. Lasciamo insaporire alcune ore prima di servire in tavola.
venerdì 6 aprile 2012
Pasqua: le migliori ricette del Web
Care amiche, oggi stavo cercando sul web delle risorse che mi potessero orientare su cosa preparare per pranzo a Pasqua. Spulciando qua e là, ho trovato sul sito del Cucchiaio d'Argento uno speciale ricette di Pasqua che mi ha dato un sacco di idee originali per il menu di domenica. Vi consiglio di andare a vederlo, perché le ricette proposte riescono a coniugare la grande tradizione culinaria italiana, della quale il Cucchiaio è una delle torri faro, con il tocco di originalità che ci permette di stupire i nostri ospiti.
La Pasqua 2012 sarà all'insegna di grandi piatti unici come le lasagne al forno alla bolognese, un classico che non passa mai di moda, o i cannelloni ripieni. Il dolce è una portata fondamentale per stupire gli ospiti: meglio se fatti in casa, soprattutto quando si tratta di una soffice colomba pasquale o dei nidi di uova di Pasqua, scenografici e golosi.
Qualsiasi sia la vostra scelta per il menu di Pasqua, vi auguro dalla mia cucina una buona Pasqua e spero che possiate stupire i vostri ospiti con dei piatti deliziosi e indimenticabili!
lunedì 20 febbraio 2012
Bagna cauda
Il Piemonte è una delle mie regioni italiane preferite. Torino, tra l'altro, è la città che ha realizzato alla perfezione il connubio tra moderno e antico, tra tecnologia e tradizione: gli antichi palazzi coesistono con le nuove strutture architettoniche senza prendersi a pugni, anzi, in un'armonia unica.
La tradizione gastronomica piemontese è altresì un connubio virtuoso tra due culture, quella francese e quella italiana. Una delle sue ricette più conosciute è senz'altro la bagna cauda.
La bagna cauda è una salsa utilizzata come antipasto, che serve ad intingere verdure fresche, come sedano, carote e peperoni, conferendogli un sapore salato e speziato. Nato come piatto povero, si è imposto più tardi anche presso i ristoranti tipici, trasformandosi con il tempo in uno dei tratti culinari distintivi della regione piemontese.
Per preparare la bagna cauda mettiamo a mollo le acciughe nel vino rosso deliscandole: lasciamole quindi a riposare e passiamo alla preparazione dell'aglio, che tritiamo e lasciamo in ammollo nel latte fresco un'ora. Versiamo poi il latte insaporito dall'aglio in un pentolino e cuociamolo a fuoco lento. In un tegame scaldiamo il burro e uniamo poi il composto di latte caldo e aglio.
Sciogliamo poi l'aglio e versiamo le acciughe nel composto, mescoliamo quindi per una ventina di minuti fino a quando non saranno sciolte anche le acciughe.
Serviamo la nostra bagna cauda al centro del tavolo con delle verdure fresche di contorno e prepariamoci per gustare questa particolare pietanza, che aggiunge forza e sostanza alla leggerezza delle verdure.
mercoledì 1 febbraio 2012
Il Carnevale e le migliori ricette tradizionali
Il Carnevale è una tradizione festeggiata nei paesi cattolici. Tradizionalmente precede il periodo di Quaresima, giorni all'insegna della sobrietà soprattutto nel consumo di cibo e, in particolare, della carne. Durante le feste di Carnevale è usanza mascherarsi e si organizzano parate di carri e sfilate per le città.
Il Carnevale, come tutte le festività, è collegato a una serie di ricette, in particolare dolci, che la contraddistinguono: notissime e apprezzatissime in tutta Italia sono le frittelle, dei gustosissimi dolci ripieni o vuoti, farciti da cioccolato, marmellata o crema pasticcera.
Un'altra tra le ricette di Carnevale più apprezzate è quella delle lattughe (o chiacchiere, a seconda della provenienza geografica), croccanti sfoglie di pasta fritta o al forno (le chiacchiere al forno sono decisamente più leggere!) guarnite da zucchero a velo.
Ogni regione, inoltre, ha la sua ricetta regionale tipica per il Carnevale: le castagnole in Emilia, le zeppole fritte campane o la pignolata calabra.
In ogni caso, le ricette di Carnevale per rendere ancora più piacevole questo periodo di festeggiamenti sono assai numerosi: non vi resta che scoprirle e scegliere la vostra preferita!
lunedì 14 novembre 2011
Il semifreddo, un dolce per tutte le stagioni?
Chi ha detto che il semifreddo è buono solo in primavera o in estate? Lasciarsi conquistare dal gusto e dalla morbidezza di un dolce buono come il semifreddo al torrone o da uno squisito semifreddo di panna e ricotta ricoperto di cioccolato è una tentazione che possiamo permetterci in ogni momento dell'anno, non trovate?
Preparare un semifreddo come si deve è davvero semplice. Per fare quello al torrone, ad esempio, ci servono 300 g di torrone, 3 uova, 60 g di zucchero, 50 cl di panna e mezzo bicchierino di liquore.
Sbattiamo i tuorli con lo zucchero in un recipiente finché non
otteniamo un miscuglio bianco e spumoso. Uniamo il torrone che abbiamo precedentemente tritato e il nostro liquore, che potrebbe essere un brandy. Quindi montiamo a neve gli albumi e la panna, unendo poi entrambi al
miscuglio ottenuto precedentemente con il torrone. Copriamo uno stampo con della pellicola trasparente e
versiamoci il composto. Dopo averlo tenuto in freezer per almeno una notte, sformiamo il semifreddo su un piatto almeno mezz’ora
prima di portarlo in tavola.
Il semifreddo al torrone sarebbe da gustare nelle stagioni più calde, ma a me piace molto anche durante l'autunno e l'inverno. Perché rinunciarci, quindi?
A volte ci propongono delle regole assurde che siamo costrette a seguire, limitando la nostra creatività. Ad esempio, a me piace grattugiare il formaggio anche sopra la pasta con il pesce, ad esempio con il tonno! E voi, amiche, avete mai infranto uno dei "tabù" della cucina?
A volte ci propongono delle regole assurde che siamo costrette a seguire, limitando la nostra creatività. Ad esempio, a me piace grattugiare il formaggio anche sopra la pasta con il pesce, ad esempio con il tonno! E voi, amiche, avete mai infranto uno dei "tabù" della cucina?
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martedì 25 ottobre 2011
Polenta Taragna
La polenta è un piatto tipico della tradizione dell'Italia settentrionale, in particolare delle provincie orientali della Lombardia. Considerato un piatto povero, può essere insaporito in molti modi, sia da contorni di carne o di selvaggina, come nel caso della tipica polenta e osei accompagnata da uccellini (beccafichi o allodole), che da formaggi, come nel caso della polenta taragna.
Il nome "taragna" sembra derivi dalla necessità di "tarare" la polenta, ovvero mescolarla in continuazione in modo che non si attacchi al paiolo o alla pentola utilizzata. Preparare una buona polenta taragna è molto semplice.
Facciamo bollire dell'acqua abbondante (circa 2 litri) in una pentola o in un paiolo, aggiungendo il sale e 150 grammi di farina gialla e 250 grammi di grano saraceno mescolando continuamente per circa un'ora, finché la polenta non cuoce.
Tagliamo circa 600 grammi di fontina e circa 100 grammi di burro a fettine molto piccole e sciogliamoli nella polenta con una fiamma molto bassa. Quando il formaggio è sciolto, serviamo su un tagliere al centro del tavolo come tradizione.
Il nome "taragna" sembra derivi dalla necessità di "tarare" la polenta, ovvero mescolarla in continuazione in modo che non si attacchi al paiolo o alla pentola utilizzata. Preparare una buona polenta taragna è molto semplice.
Facciamo bollire dell'acqua abbondante (circa 2 litri) in una pentola o in un paiolo, aggiungendo il sale e 150 grammi di farina gialla e 250 grammi di grano saraceno mescolando continuamente per circa un'ora, finché la polenta non cuoce.
Tagliamo circa 600 grammi di fontina e circa 100 grammi di burro a fettine molto piccole e sciogliamoli nella polenta con una fiamma molto bassa. Quando il formaggio è sciolto, serviamo su un tagliere al centro del tavolo come tradizione.
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